Come riconoscere un disegno generato da una AI

di Francesca Urbinati
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Col diffondersi di immagini generate dai cosiddetti programmi di Intelligenza Artificiale, si è diffusa anche la domanda su come riconoscere le immagini fatte dalle IA e distinguerle dai disegni e illustrazioni realizzate da artisti umani.

Riesci a distinguere quali di queste Sailor Moon sono state generate da un programma AI, e quali disegnate da una persona?

Ecco una breve guida per capire se una immagine è stata generata da una AI, cioè da un programma automatico, oppure è opera di un artista umano in carne e ossa.

L’inganno delle intelligenze artificiali

Hai messo mi piace a una bella immagine.
L’hai perfino condivisa per far conoscere l’artista.
Magari hai comprato la stampa o il gadget a una fiera, facendo tanti complimenti a chi la esponeva.

Solo dopo hai scoperto che non è stata dipinta da una persona con un cuore e una coscienza pensante.

È un risultato automatico sputato fuori da un software di “Intelligenza Artificiale”, cioè un programma che fa statistica su immagini acquisite senza permesso dei loro autori.

Ti hanno raggirato e preso in giro.

Il vero pericolo dietro le AI

I social media ce la mettono tutta per tenerti incollato allo schermo grazie a contenuti accattivanti: più tempo passi su una piattaforma, più sei esposto agli annunci pubblicitari.

Le intelligenze artificiali sono una bomba nucleare in mano ai content creator senza scrupoli, che stanno generando tonnellate di contenuti automatici al giorno con cui acquisire attenzione e soldi facili, mettendo in ombra i creatori di contenuti auntentici che hanno bisogno di tempi più lunghi.

Le immagini e i testi generati da AI rubano il tuo tempo-vita e la tua attenzione. E li monetizzano.

Passiamo già troppe ore online mentre il nostro tempo-vita si consuma. Ora rischiamo di trascorrrerlo davanti a immagini e testi generati da una macchina senza emozioni, e di acquistare prodotti calcolati, invece che creati.

Riconoscere le immagini generate dall’intelligenza artificiale

Mentre prosegue la battaglia legale per regolamentare le intelligenze artificiali puoi difenderti imparando a riconoscere le immagini AI da questi dettagli:

1.Arti extra e zone confuse

I programmi AI riescono a riprodurre con estrema precisione alcuni elementi, ad esempio il volto, mentre sono pessime quando si tratta di mani, capelli, denti, pieghe dei vestiti. Nelle immagini AI il numero di arti, dita e denti è casuale e distorto, le ciocche di capelli non sono definite e le pieghe dei vestiti non rispettano la massa del corpo.

2.Elementi fusi tra loro

Ad esempio ciocche di capelli fuse con la stoffa dell’abito, l’abito fuso col tavolino sullo sfondo, e così via. I programmi AI non pensano, perciò non separano un oggetto dall’altro come farebbe un disegnatore umano, per quanto scarso.

3. Sfumature morbide e ombre incoerenti

Le AI non sono “intelligenti”, fanno solo statistica avanzata. Analizzando milioni di immagini hanno calcolato come spalpare la luce con sfumature e punti di contrasto automatici, anche cambiando lo stile del disegno. Questo “algoritmo della luce” sfumato, cinematico e caravaggesco sempre identico è diventato un segno distintivo che l’immagine non è stata realizzata da un essere umano.
Ad esempio, spesso le ombre in zone diverse sono più chiare o più scure senza motivo, oppure appaiono ombre di elementi che non esistono.

4. Anatomie e prospettive sbagliate

I disegnatori umani fanno spesso errori di anatomia o prospettiva, ma si tratta di sviste nel processo di disegno a mano. Un programma AI invece non ha coscienza di cosa sta facendo, sbaglia in toto la costruzione o l’inclinazione dei singoli elementi. Infatti molto spesso le immagini AI sono prive di sfondo o è molto sfumato.

5. Quantità esagerata di dettagli

Che un artista lavori a mano o in digitale, impiega molto tempo ad aggiungere dettagli a un’illustrazione o seleziona con criterio le parti da tralasciare. Le immagini AI, essendo automatiche, spesso strabordano di dettagli inutili e caotici che aumentano la confusione.

App per riconoscere se un’immagine è generata da AI

In questo video articolo su come proteggere le tue immagini dalle AI ho parlato anche di Illuminarty, un sito dove caricando un testo o una immagine puoi verificare se è uscito da un programma di intelligenza artificiale o è stato creato da una persona.

Artisti clonati dalle intelligenze artificiali

Durante le ricerche di questo articolo mi sono imbattuta nello schifo dello schifo: un elenco infinito di persone il cui “DNA artistico”, lo stile unico con cui un artista si esprime e che è la somma delle sue vicissitudini personali è stato analizzato, catalogato sotto il loro nome e reso riproducibile da chiunque altro.
In pratica, un vero e proprio furto di identità artistica (e non solo).

Se ti interessa fammelo sapere. Te ne parlerò in un prossimo articolo.

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Altri hanno detto...

  1. Antome ha detto:

    Ciao, mi sto allenando molto a riconoscere le immagini AI, non dimentichiamo le scritte che sono un miscuglio indistinto di caratteri e che a volte abbozzano l’aspetto generale di una frase o parola. Grande metafora di come la AI (non) capisce il mondo che si riflette anche nel resto della sua grafica, anche sottilmente, il fatto di interpretare il testo come una texture generale di cui non capisce il senso e la storia.
    Ti sa scrivere RAI e Cnn perchè sono simboli e sigle emergenti, ma non le pagine di un giornale, al limite il titolo, e dipenderà molto da che titolo darai e quanto trova qualcosa di simile tra i suoi pattern.

    Purtroppo, come un microorganismo sta mutando per ingannarci meglio, per quanto riguarda le mani.

    Come allenamento mi sarei aspettato, visto che le premesse c’erano tutte la soluzione e spiegazione su quali dei disegni fossero umani e quali ai, un invito ad indovinare e non prendere con frustrazione il risultato, ma una opportunità per imparare. Sì questa delle ombre inconsistenti l’ho vista anche nel famigerati short del video Ai Sora del cane che digita alla tastiera del computer. La tastiera come sembre aveva tasti astratti e indefiniti con caratteri indefiniti.
    Nei fumetti Ai continuo a scorgere quel qualcosa che si vedeva nella Ai più acerba del 2019, sembravano tanti picasso cubisti, all’epoca il sistema “biforcava” molto ovvero iniziava a disegnare qualcos’altro mentre stava disegnando una parte di qualcosa come se entrasse in un altro pattern prima di completarne uno, lo vediamo e penso che in misura minore continueremo a vederlo in futuro, quello delle braccia doppie, però ammetto che stanno ingannando meglio acquisendo parametri, pur del tutto simbolici. Stanno anche però standardizzandosi, omogeneizzandosi e appiattendosi, essendo basati proprio sul fare media di pattern, Gpt con le parole e questo con i pixel.

    1. Francesca Urbinati ha detto:

      Ciao Antome! Grazie mille per il tuo contributo.
      Hai ragione: le AI visive non sanno riprodurre testi di senso compiuto, e per quanto si migliorino avranno sempre la tendenza a “fare a caso” proprio perché -a differenza degli umani- eseguono calcoli privi di coscienza e intenzione.

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