SPECIALE Intelligenza Artificiale: Come funziona e cosa succede all’arte

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Nel settore artistico sono arrivate le AI (intelligenze artificiali): software che creano illustrazioni in pochi minuti, partendo da una semplice descrizione scritta. Nel video una intelligenza artificale disegna per me ne ho testata una in tempo reale.

Immagine di DJRankine generata con Midjourney.

In pochi mesi la situazione è esplosa, si sono sollevate diverse preplessità e il dibattito si è acceso a livello mondiale.
Ho ricercato e raccolto in questo articolo tutto ciò che dovresti sapere sulle AI prima di prendere posizione e, soprattutto, prima di usarle per la tua arte.

  1. Intelligenza Artificiale lato utente: cosa vediamo noi
  2. Sotto il cofano di una intelligenza artificiale
  3. Da dove vengono le immagini usate dalle Intelligenze Artificiali?
  4. Intelligenze Artificiali, copyright e consenso
  5. Le immagini generate dalle AI sono legali? Si possono vendere?
  6. La reazione del mondo alle Intelligenze Artificiali
  7. Arte e mercato nel futuro delle Intelligenze Artificiali
  8. Conclusioni

Intelligenza Artificiale lato utente: cosa vediamo noi

Interfaccia della AI Jasper.

Abbiamo di fronte una schermata, di solito via web, che ci chiede alcune informazioni per iniziare.

  • Il prompt è la descrizione testuale di quello che vogliamo far disegnare alla AI
  • Possono esserci altri parametri, come le dimensioni o l’accuratezza rispetto al prompt
  • Può esserci un campo immagine di esempio in cui caricare una immagine di riferimento qualsiasi. Può essere uno schizzo o una foto che abbiamo fatto noi… oppure l’opera di qualcun altro, coperta da copyright, che vogliamo imitare.

Basta dare questi semplici dati in pasto alla AI per vederla creare in pochi minuti una o più immagini dettagliatissime in tema con la nostra richiesta.

Dal punto di vista dell’utilizzatore sembra tutto favoloso, anche per gli artisti bisognosi di aiuto con la fase concettuale. Ma questo miracolo tecnologico nasconde ombre oscure e ripercussioni pesanti sul futuro dell’arte come la conosciamo.

Sotto il cofano di una intelligenza artificiale

Schema di come funziona una Intelligenza Artificiale che genera immagini

Come funziona una AI che disegna, spiegato semplice? Torniamo un attimo al momento in cui la AI si è messa al lavoro.

La AI è formata da due parti (reti neurali) distinte, chiamate Generatore e Comparatore.

  • Il Generatore, basandosi sul prompt che gli abbiamo dato, cerca regole comuni in un database di immagini già esistenti, scegliendole in base alla descrizione che le accompagna.
    Se ad esempio il prompt è drago nero sulla cima di una montagna, il Generatore cercherà immagini con una descrizione simile. Poi individuerà i punti in comune tra loro per capire com’è fatto un drago, una montagna, un drago su una montagna, ecc.
  • Il Comparatore confronta l’immagine del Generatore con quelle nel database, per determinare quale è “vera”.

Il Generatore continua a proporre immagini finché non vince la gara con il Comparatore.
Allora ci mostra il risultato: una illustrazione il più possibile corrispondente al prompt testuale che gli avevamo dato.

Da dove vengono le immagini usate dalle Intelligenze Artificiali?

Poco fa ho accennato a un “database di immagini esistenti”. Ebbene, questo database si chiama LAION-5B e un articolo di Ars Technica ci fornisce un’ottima descrizione:

Per costruire LAION-5B, i bot diretti da un gruppo di ricercatori di intelligenza artificiale hanno scansionato miliardi di siti Web, inclusi grandi archivi di opere d’arte su DeviantArt, ArtStation, Pinterest, Getty Images e altro ancora. Lungo la strada, LAION ha raccolto milioni di immagini da artisti e detentori dei diritti d’autore senza consultarli

Insomma, nel LAION può esserci finito un tuo disegno, una tua foto e qualsiasi altra immagine tu abbia mai pubblicato sul web. O addirittura fotografie mediche private finite chissà come su internet.

Alcune immagini presenti nel LAION-5B associate a “disney little mermaid”

Una intelligenza artificiale sta usando i tuoi disegni o foto? Cerca nel database LAION-5B con Have I been trained.

Per capire quante immagini sono coinvolte, sappi che finora il LAION ha raccolto, in tutto, quasi 6 bilioni di immagini e relative descrizioni suddivise in 6 dataset.

Intelligenze Artificiali, copyright e consenso

Riassumendo, gli sviluppatori delle intelligenze artificiali usano come fonte un database di immagini coperte da copyright in varia forma, e comunque senza il consenso degli autori. Parliamo di illustratori e disegnatori di tutte le età, professionisti e hobbisti, fotografi, attori e persone comuni, prodotti, portali, foto stock…

Poi, forti di questa fornitura coatta e gratuita, ci lucrano sopra vendendo abbonamenti per le loro intelligenze artificiali, senza corrispondere alcun compenso o royalty a chi di fatto, tramite le proprie opere, permette al Generatore e al Comparatore di funzionare.

Le immagini generate da AI sono legali? Si possono vendere?

Alcune immagini generate da Midjourney.

I contratti e le policy delle Intelligenze Artificiali sono una magistrale arrampicata sugli specchi a loro vantaggio. Proverò a fare chiarezza in pochi punti con l’aiuto di Tech Crunch.

Nel caso di Midjourney, ad esempio, la prova gratuita rilascia le immagini su licenza Creative Commons Noncommercial 4.0 Attribution. Cioè si può usare l’immagine generata dall’AI solo per uso personale e con i credits a Midjourney.

Invece, pagando l’abbonamento l’immagine generata diventa tua… e di Midjourney, che può perfino sub-licenziarla a terzi.

Inoltre, la policy di Midjourney permette che chiunque possa prendere la tua immagine generata, ovunque tu l’abbia pubblicata, e usarla come immagine di esempio per generarne un’altra.

Midjourney può anche vendere o dare in licenza le tue immagini, usarle per creare nuove immagini nel tuo stile e rivenderle.

Insomma, anche solo concentrandoci sulle immagini generate, quello con le AI sembra un pessimo accordo.

Anche altre AI come Stable Diffusion o Dall-E galleggiano in una zona legale grigia, appellandosi all’open-source. Ma comunque la giriamo, resta il fatto che stanno lucrando su database di immagini ottenute senza consenso e senza ricompensarne gli autori.

La reazione del mondo alle Intelligenze Artificiali

Con la diffusione delle AI, sempre più artisti si sono informati e sono emersi i primi casi eclatanti.

Il programmatore Jason M. Allen ha vinto un concorso artistico, il Colorado State Fair nella categoria digital art/digitally manipulated photography, con una immagine generata da Midjourney e poi stampata su tela.
La community di artisti si sono scagliati contro di lui. In effetti, conoscendo il funzionamento delle AI, è come se avesse preso immagini in giro per internet senza permesso e fatto un collage spacciandolo per roba sua. Qualsiasi “artista” si comportasse così verrebbe linciato in pubblica piazza. Invece  Jason non solo ha vinto il concorso, ma è pure molto fiero di ciò che ha fatto.

Sapresti dire con certezza se questa immagine l’ha dipinta Greg Rutoski, oppure l’ha generata una Intelligenza Artificiale?

Greg Rutkowski è un famoso illustratore polacco dallo stile inconfondibile, che è stato letteralmente fagocitato dalle AI. I prompt che contengono il suo nome tra le indicazioni sono più di 90mila, e le immagini generate dalle AI “in suo nome” -o, se preferisci, col suo stile- stanno surclassando le sue illustrazioni originali nei motori di ricerca.

Carolyn Henderson, moglie e manager dell’artista Steve Henderson, i cui lavori sono presenti nel database di Stable Diffusion, ha richiesto agli sviluppatori di rimuoverli ma non ha ricevuto alcuna risposta.

La Content Authenticity Initiative, che include aziende del calibro di Adobe, Nikon e il New York Times, sta sviluppando un watermark globale per i contenuti digitali che ne attesti l’autenticità.

Daniela Braga, esponente della Task Force for AI Policy, sta portando all’attenzione della Casa Bianca il problema del consenso e del copyright legato alle AI.

Intanto Spawning.ai sta lavorando a un sistema che permetta l’iscrizione o la rimozione del proprio materiale dal LAION-5B, con un sistema di licensing per chi acconsente a fornire le proprie immagini. Va detto, però, che data la natura così varia delle immagini già presenti nel LAION (dai disegni alle foto di prodotti e di persone) l’idea della disiscrizione appare piuttosto impraticabile.

Nel frattempo, diverse community artistiche e portali come Getty Images hanno bannato le immagini generate da AI, nel timore di controversie legali sul copyright.

Tutto bene? Non proprio.
I malintenzionati stanno creando senza controllo ondate di immagini fotorealistiche problematiche usate per le fake news, la disinformazione, la propaganda, il porno non consensuale.
E il Regno Unito, ad esempio, si sta muovendo per dare agli sviluppatori di AI un accesso ancora maggiore a dati coperti da copyright.

Siamo di fronte a uno spartiacque epocale sul rispetto dei diritti degli autori.

Insieme a Greg, la famosa illustratrice Karla Ortiz è in prima linea nel divulgare i problemi etici e di appropriazione estetica legati alla diffusione delle AI. In particolare, quella del consenso ad essere presenti nei database delle AI, o a ricevere royalties per l’utilizzo delle proprie immagini come già avviene in altri ambiti.

“Non riguarda solo gli artisti… Tocca fotografi, modelli, attori e attrici, registi, cineasti.” dice Karla Ortiz “Qualsiasi professionista visivo deve affrontare questa particolare domanda in questo momento.”

Immagine generata da Aron Brand con Stable Diffusion.

Gli argomenti comuni a favore delle AI sono che i sistemi automatizzano le attività ripetitive che comunque non piacciono agli umani, come rispondere alle stesse domande dei clienti o controllare milioni di bagagli ai controlli di sicurezza. In questo caso, afferma l’artista Sean Michael Robinson, “la AI sta arrivando per i lavori divertenti”: i lavori creativamente gratificanti che le persone perfezionano e studiano per tutta la vita per ottenere, e potenzialmente devono sostenere debiti studenteschi a sei cifre solo per qualificarsi.

Arte e mercato nel futuro delle Intelligenze Artificiali

In passato, forse le uniche rivoluzioni di uguale portata sono l’invenzione della stampa e della grafica digitale.

Molti mestieri si sono completamente trasformati, ma non sono scomparsi. Ad esempio non si usano più i caratteri mobili, eppure c’è ancora bisogno di impaginatori e stampatori. Nella grafica e nella fotografia si è smesso di usare le pellicole, a favore delle tecnologie digitali. Però l’arte pittorica e fotografica sono ancora vive e vegete.

Ciò che è allarmante, riguardo all’avvento delle AI, è la sostituzione della comunicazione visiva con l’estetica fine a se stessa.

Una Intelligenza Artificale non conosce le proporzioni umane o le regole della prospettiva, né i profondi ragionamenti umani che ci portano a deformarle a beneficio della comunicazione.
Le immagini generate, per quanto spettacolari, non tengono conto di troppe cose e non è detto che l’utente di turno sappia correggerle (altrimenti avrebbe composto l’immagine da solo, invece di spennellare su quella generata in 5 minuti dalla AI).

Corriamo il rischio che scrivere un buon pompt diventi più importante del saper comunicare per immagini.

Saremo sommersi di immagini belle ma vuote, storte, raffazzonate, tutte figlie delle stesse matrici.

Saranno così tante che, a un certo punto, sommergeranno anche il database LAION e le AI cominceranno a fagocitare se stesse, diminuendo sempre di più la varietà creativa che saremo capaci di concepire.

Inoltre, riprendendo il discorso delle immagini e notizie deep fake, non saremo più in grado di distinguere la realtà dalla finzione.

Le Intelligenze Artificiali sono qui per restare. Sono una sorta di “nuovo Photoshop” e presto, in un modo o nell’altro, ci ritroveremo tutti a bordo.
Perciò è proprio adesso il momento cruciale per difendere i nostri diritti di autori di immagini, nonché la nostra privacy come persone, e pretendere un ecosistema di lavoro equo, anche con le AI.

Conclusioni

Che tu sia giovane o vecchio, hobbista o veterano, spero che questo articolo ti abbia chiarito la situazione e aiutato a prendere posizione.

Credo che al momento le AI sono fuori controllo e tutti noi, professionisti o semplici amanti dell’arte visiva, dobbiamo fare fronte unito più che mai e divulgare queste informazioni a chi ancora crede che le AI siano soltanto un gioco innocente, o una innovativa scorciatoia da sfruttare a cuor leggero.

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