La sofferenza degli artisti non esiste

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Nell’acceso dibattito sulle immagini generate da AI (Intelligenze Artificiali) gli artisti fanno leva sulla loro vita sofferta come ingrediente indispensabile per creare arte. Ma è davvero così?

Se sei appassionato di musica come me, forse hai già incontrato sul web la risposta lapidaria di Nik Cave a un fan che gli ha inviato una canzone generata con ChatGPT nello stile di Nick Cave.

Le canzoni nascono dalla sofferenza, con ciò intendo dire che sono basate sulla complessa lotta interiore che genera la creazione e, beh, per quanto ne so, gli algoritmi non la sentono. I dati non soffrono. ChatGPT non ha un suo io interiore, non è stato da nessuna parte, non ha sopportato nulla, non ha avuto l’audacia di andare oltre i suoi limiti, e quindi non ha la capacità di un’esperienza trascendente condivisa, in quanto non ha limiti da cui trascendere.

Nick Cave

Concordo con ogni sillaba scritta da Nick, estesa alle altre forme d’arte. Poi le sue parole mi hanno spinta a una riflessione che forse ogni artista dovrebbe fare.

Cosa percepiamo davvero quando disegniamo?

Image Credit: NASA, ESA, J. Hester, A. Loll (ASU)

Quando Nick parla di lotta interiore che genera la creazione sono sicura che anche tu sai bene di cosa sta parlando. Sono anche sicura che, almeno una volta, l’hai messa in relazione con la sofferenza proprio come ha fatto lui.

Allora mi sono chiesta perché TUTTI noi artisti facciamo questa associazione di idee? Dopotutto non stiamo realmente soffrendo, stiamo creando arte e lo facciamo di nostra spontanea volontà!

Si tratta di un enorme inganno dell’inconscio, forse uno dei più bloccanti che sperimentiamo nella nostra vita artistica.

La sfida della creazione artistica innesca nel nostro inconscio una enorme pressione: le insicurezze si scontrano con le aspettative, i timori col desiderio di essere notati, lo sconforto con l’urgenza di esternare le nostre emozioni.
Penso che se si potesse quantificare questo processo emotivo in maniera scientifica, l’energia sprigionata sarebbe paragonabile all’esplosione di una supernova.

Questo sovraccarico emotivo durante il processo creativo è talmente potente che a livello conscio lo percepiamo come doloroso, anche se in realtà siamo sani e salvi.

©Freepik

Allo stesso tempo siamo costretti a scaricare lo stress che deriva da questa falsa percezione, concentrandoci sul disegno con manie di perfezionismo. Un aspetto che, ironia della sorte, spesso ci causa ulteriore stress!
Oppure il nostro inconscio va in blocco artistico come reazione di difesa contro questa valanga emotiva che non sa come gestire. In pratica ci spinge a chiuderci in noi stessi invece di lasciar fluire  le emozioni all’esterno.

Si dice che gli artisti sono come setacci tra le emozioni e la realtà e mai paragone fu più azzeccato.
Se otturiamo il nostro setaccio emozionale non riusciremo più a creare, andremo dritti in blocco artistico. Se invece ci rilassiamo e ci lasciamo attraversare senza resistenza dalle emozioni della creatività e dell’ispirazione, esse potranno fluire dentro la nostra opera senza ostacoli.

Ora il luogo comune secondo il quale nelle opere si percepisce l’anima dell’artista acquista un senso concreto.

5 Consigli per non soffrire come artista

É il momento di andare sul pratico, ti va?

  1. Adesso sai che la sofferenza mentre disegni è una percezione falsa creata dall’inconscio. Ignorala, rilassati e concentrati solo su ciò che stai facendo.
  2. L’effetto dell’onda emotiva ti farà comunque l’effetto di un treno che ti sfreccia accanto a tutta velocità. Ma adesso sai di essere completamente al sicuro in sua presenza. Ammira da vicino la forza della creatività!
  3. Abituati a riconoscere l’onda emotiva e associala a un’idea positiva per te, in modo che non spaventi più il tuo subconscio.
  4. Usa questo approccio per scacciare le emozioni negative. Abbiamo parlato di come la negatività ostruisce il nostro setaccio e ci manda in blocco artistico, ma è vero anche il contrario: se facciamo un bel respiro e liberiamo le emozioni negative all’esterno, la nostra creatività tornerà a scalpitare!
  5. Rendi confortevole l’ambiente in cui disegni. Può bastare un piccolo oggetto che ha un grande significato per te, o allontanarti per un po’ dai familiari che hanno comportametni tossici verso la tua passione. Ti consiglio le biblioteche pubbliche: sono luoghi gratuiti, tranquilli e pieni di reference!

Consiglio BONUS: fai una pausa dai social e silenzia lo smartphone. Isola il più possibile il tuo spazio creativo dalle distrazioni reali tanto quanto quelle mentali.

Spero che questo viaggio nei miei ragionamenti da artista ti abbia regalato un punto di vista nuovo e particolare, o magari uno spunto di riflessione.
Se è così sono curiosa di conoscerlo, scrivi il tuo commento!

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