Trova l’editore giusto

Per pubblicare un libro o un fumetto esistono molte strade, con o senza un editore. Scegliere la soluzione più adatta sia a te che all’opera che intendi pubblicare può rivelarsi una decisione complessa. Ho raccolto una panoramica delle diverse realtà editoriali per orientarti meglio nel variegato mondo della pubblicazione.

©Nathan Dumlao on Unsplash

Il rischio d’impresa

Prima di tuffarti a capofitto nel mondo editoriale, devi conoscere il rischio d’impresa.

Immagina che un amico ti chieda un passaggioin auto. Tu ci metti il veicolo, la benzina, il tuo tempo e la fatica di guidare: il rischio dell’impresa, ovvero il viaggio, è tutto sulle tue spalle. Invece se il tuo amico ti chiede accompagnarlo, il rischio d’impresa è soprattutto suo. Il tuo è costituito solo dal tempo che passerai in macchina invece di fare altro.

Il rischio d’impresa considera l’impegno profuso su tutti i fronti, ad esempio il tempo o la complessità, non solo l’aspetto economico.

Quando decidiamo di pubblicare un libro o un fumetto, il rischio d’impresa è concreto e ci riguarda da vicino. Noterai anche che si sposta parecchio a seconda della situazione.

Editori a pagamento e modelli partecipativi

Questi due casi hanno il rischio d’impresa più alto in assoluto. Da autoprodotti abbiamo il controllo totale e possiamo correre ai ripari, qui siamo in balìa di terze persone.

Gli EAP o Editori a Pagamento fanno leva sull’ego e sulla smania della gente di “essere pubblicata”. Stampano il libro costringendo l’autore a comprare di tasca sua tutte le copie o buona parte di esse.
In pratica l’autore paga per “pubblicare”, invece di essere pagato dall’editore come dovrebbe essere. In più si ritrova sommerso di scatoloni con copie del suo libro che dovrà promuovere e vendere con le sue forze, a dispetto delle promesse nel contratto di edizione.

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Se nonostante ciò che hai appena letto l’idea di rivolgerti a un EAP ti affascina ancora, vai direttamente all’autoproduzione. Oltre a mantenere il pieno controllo di tutto e a fare tutto da solo, puoi risparmiare parecchio sui costi di editing e di stampa.

I modelli partecipativi sono quelli che promettono solo una percentuale sulle vendite.
Di solito vengono proposti da privati con “grandi idee” o dai collettivi. Inutile dire che anche qui il rischio d’impresa è molto alto, di solito perché le stime sono troppo ottimistiche o le persone troppo inesperte su alcuni ambiti cruciali (business, economia, marketing, …).

Il risultato sarà che avremo investito tempo e soldi abbagliati da proiezioni troppo ottimistiche e fantasiose, che si infrangono contro la realtà del mercato lasciandoci delusi.
Morale della favola: tieni a mente che il 99% dei progetti a percentuale non va nemmeno in porto, figurarsi recuperare i costi e iniziare a guadagnare. Accetta soltanto se il rischio è molto più ragionevole, ad esempio il tuo partner è solido, ha già pubblicato e dimostra di saper gestire con successo con questo modello di business. Oppure, per divertirti e sperimentare senza aspettative.

©İrfan Simsar on Unsplash

Grandi editori

A meno di non avere dei punti di forza davvero notevoli, i grandi nomi dell’editoria non si accorgeranno nemmeno di noi. La buona notizia è che ogni gruppo editoriale è composto da etichette e case editrici più piccole e settoriali, che potrebbero dare la giusta attenzione alla nostra opera e selezionarla.

Perciò, se punti a un grande editore è bene fare prima una ricerca per scoprire quali etichette controlla, proponendosi prima a loro e scalando la piramide col tempo, un libro alla volta.

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Piccoli e medi editori

Non è un segreto che i piccoli e medi editori siano schiacciati tra i gruppi editoriali da una parte e le offerte di Amazon dall’altra. Tuttavia, questo li mette nella necessità di trovare il prossimo titolo di punta, un’opera così valida da generare guadagni interessanti e perfino trainare la casa editrice stessa.

Dunque non ci resta che realizzare una storia dannatamente buona, presentarla nel modo più professionale possibile e seguire l’iter sperando che venga letta dall’editore giusto al momento giusto.

Se ci sono delle insidie, le troveremo presenti o omesse nel contratto di edizione. Presta estrema attenzione prima di firmare. Se puoi, sottoponi il contratto a un esperto.

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Collettivi e associazioni

Sono gruppi di autori e appassionati che uniscono le forze per affrontare insieme le sfide editoriali. Di solito seguono il modello partecipativo, con formule diverse più o meno strutturate.

E’ importante notare che alcuni collettivi o associazioni si presentano come degli editori, anche se mancano della necessaria visione imprenditoriale per sostenere un’attività così difficile. Alcuni segnali sono l’uso di regole proprie, estranee dalle prassi dei piccoli-medi editori, la mancanza di referenti specifici, una gestione molto più libera e meno coordinata rispetto a quelle di stampo aziendale.

Far parte di un collettivo o associazione può essere una splendida esperienza di lavoro di squadra e un’occasione di crescita. Del resto, alcuni editori sono nati proprio così.
Tuttavia, mancando una struttura rigida di tipo aziendale, bisogna distinguere questi gruppi dagli editori veri e propri e curare molto le dinamiche di gruppo che si vengono a creare.

Concorsi

Di solito sono indetti dalle associazioni o dalle case editrici. Ne ho parlato per esteso qui con due casi studio diversi.

Il rischio d’impresa è particolarmente alto, dal momento che l’impegno è sicuro mentre le probabilità di vincere sono sempre a nostro sfavore. Se invece abbiamo del materiale pronto e il regolamento ci convince, possiamo tentare la sorte.

Ricorda che la pubblicazione non è un premio: dovrebbe essere la naturale evoluzione di un’idea valida in mano a un editore capace.

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Autoproduzione

Nel bene e nel male, hai il controllo completo su tutti gli aspetti che riguardano il tuo libro o fumetto, proprio come un editore.

Se da un lato è un vantaggio innegabile, dall’altro richiede competenze in che spesso una persona sola non possiede, almeno all’inizio della sua avventura come autore autoprodotto.

Per questo diversi autori preferiscono sostenersi a vicenda formando un collettivo, si fanno aiutare da colleghi più esperti in campi specifici o imparano pian piano con l’esperienza sul campo.

Se il collettivo o l’associazione già richiedono un minimo spirito imprenditoriale, l’autoproduzione richiede anche una certa dose di leadership: sei il capo di te stesso e dovrai disciplinarti da solo, o i risultati sperati non arriveranno mai.


Tu quale modello hai scelto? Quali difficoltà incontri più spesso sulla tua strada?
Raccontamelo nei commenti e ne parlerò nei prossimi articoli. 🙂

Intanto ho preparato per te una checklist per capire se un editore è adatto a te. Iscriviti gratis a Touched By Art e scaricala dall’Area Download insieme a tante altre risorse.

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Francesca Urbinati Artist

Francesca Urbinati

Sono illustratrice e fumettista freelance. Ho lavorato su effetti speciali 3D, graphic design e multimedia per RAI, Mediaset, Adobe, ArtOrder LLC, Studio Hamburg, MoveTheGame e molti altri. Pubblico la serie a fumetti Niki Batsprite e aiuto altri artisti e autori a emergere.
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