Per pubblicare un libro o un fumetto esistono molte strade, con o senza un editore. Scegliere la soluzione più adatta sia a te che all’opera che intendi pubblicare può rivelarsi una decisione complessa. Ho raccolto una panoramica delle diverse realtà editoriali per orientarti meglio nel variegato mondo della pubblicazione.
Il rischio d’impresa
Prima di tuffarti a capofitto nel mondo editoriale, devi conoscere il rischio d’impresa.
Immagina che un amico ti chieda un passaggioin auto. Tu ci metti il veicolo, la benzina, il tuo tempo e la fatica di guidare: il rischio dell’impresa, ovvero il viaggio, è tutto sulle tue spalle. Invece se il tuo amico ti chiede accompagnarlo, il rischio d’impresa è soprattutto suo. Il tuo è costituito solo dal tempo che passerai in macchina invece di fare altro.
Il rischio d’impresa considera l’impegno profuso su tutti i fronti, ad esempio il tempo o la complessità, non solo l’aspetto economico.
Quando decidiamo di pubblicare un libro o un fumetto, il rischio d’impresa è concreto e ci riguarda da vicino. Noterai anche che si sposta parecchio a seconda della situazione.
Editori a pagamento e modelli partecipativi
Questi due casi hanno il rischio d’impresa più alto in assoluto. Da autoprodotti abbiamo il controllo totale e possiamo correre ai ripari, qui siamo in balìa di terze persone.
Gli EAP o Editori a Pagamento fanno leva sull’ego e sulla smania della gente di “essere pubblicata”. Stampano il libro costringendo l’autore a comprare di tasca sua tutte le copie o buona parte di esse.
In pratica l’autore paga per “pubblicare”, invece di essere pagato dall’editore come dovrebbe essere. In più si ritrova sommerso di scatoloni con copie del suo libro che dovrà promuovere e vendere con le sue forze, a dispetto delle promesse nel contratto di edizione.
Se nonostante ciò che hai appena letto l’idea di rivolgerti a un EAP ti affascina ancora, vai direttamente all’autoproduzione. Oltre a mantenere il pieno controllo di tutto e a fare tutto da solo, puoi risparmiare parecchio sui costi di editing e di stampa.
I modelli partecipativi sono quelli che promettono solo una percentuale sulle vendite.
Di solito vengono proposti da privati con “grandi idee” o dai collettivi. Inutile dire che anche qui il rischio d’impresa è molto alto, di solito perché le stime sono troppo ottimistiche o le persone troppo inesperte su alcuni ambiti cruciali (business, economia, marketing, …).
Il risultato sarà che avremo investito tempo e soldi abbagliati da proiezioni troppo ottimistiche e fantasiose, che si infrangono contro la realtà del mercato lasciandoci delusi.
Morale della favola: tieni a mente che il 99% dei progetti a percentuale non va nemmeno in porto, figurarsi recuperare i costi e iniziare a guadagnare. Accetta soltanto se il rischio è molto più ragionevole, ad esempio il tuo partner è solido, ha già pubblicato e dimostra di saper gestire con successo con questo modello di business. Oppure, per divertirti e sperimentare senza aspettative.
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