La rivincita dei manga e la crisi della carta

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libreria Rizzoli reparto manga

Sezione manga in una libreria Rizzoli

Sta arrivando una tempesta perfetta nell’editoria? Cosa succederà ai fumettisti e agli autori autoprodotti?

In queste settimane è impazzata la notizia che i manga hanno superato le vendite dei fumetti occidentali, aggravando la situazione degli editori già alle prese con la crisi della carta.
Diverse case editrici hanno annunciato un aumento dei prezzi di copertina, mentre le librerie (Feltrinelli in particolare) allargano lo spazio dedicato ai manga a scapito dei fumetti occidentali.

Cosa sta succedendo?

Le cause del cambiamento

Qualche anno fa i governi riuniti hanno finalmente dato una spinta alle soluzioni ecologiche, promuovendo la sostituzione della plastica con la carta per oggetti di uso comune come cannucce, sacchetti, confezioni alimentari, ecc.

Era ora! Questa mossa però ha anche aumentato il prezzo della carta, diventata necessaria ad aziende e processi che prima non la usavano.

Subito dopo, la pandemia ha fermato il mercato mondiale, compresa la produzione di materie prime come legno e colla usati per realizzare la carta. Allo stesso tempo, coi lockdown sono aumentati a dismisura gli acquisti online, e di conseguenza la necessità di scatole di cartone per le spedizioni.

Infine, l’inizio delle ostilità in Ucraina da parte della Russia ha creato una crisi energetica che si ripercuote su tutti i settori, compreso quello della stampa e trasporto dei nostri amati fumetti.

libreria reparto manga feltrinelli

Reparto manga in una libreria Feltrinelli

Perché il fumetto è in difficoltà mentre il manga vola nelle vendite?

In media, i manga sono sempre stati più economici rispetto ai fumetti occidentali.

  • Sono in bianco e nero
  • Sono stampati su carta più scadente rispetto a fumetti a colori e graphic novel
  • In Giappone i mangaka sono costretti a ritmi massacranti, producendo così grandi quantità di materiale

Ci sono altrettanti buoni motivi per cui fumetti e graphic novel sono più costosi dei manga.

  • Sono a colori, già questo aumenta il costi di stampa di circa il 30%
  • Hanno un formato più grande, magari con copertina rigida. Significa che è più costoso sia stamparli sia spedirli, per via delle misure e del peso.
  • Per fortuna, ai fumettisti occidentali non vengono imposti i ritmi disumani dei loro colleghi nipponici.
Categoria di Netflix dedicata agli anime

Categoria di Netflix dedicata agli anime

Contenuti e promozione

I comics americani fanno parte di serie iniziate negli anni ’30 e ’40, difficili da iniziare per i nuovi lettori. I cinecomic hanno aumentato molto il numero di appassionati ai supereroi, ma il numero di lettori dei fumetti non è cresciuto di conseguenza.

Al di fuori dei grandi franchise, l’onere della promozione di una graphic novel pesa tutta sulla casa editrice. Giusto, starai pensando. Se non fosse che l’editore intasca in media solo il 10% del prezzo di copertina, quando le cose vanno bene.
Per un editore, aumentare gli investimenti nella promozione rappresenta una mossa rischiosa.

Le storie e i contenuti proposti dal fumetto occidentale sono in genere più complessi e di nicchia, ciò crea uno scoglio che rende più impegnativo convincere i lettori.

È su questo fronte che i manga se la passano decisamente meglio.
I manga più venduti e famosi in Italia sono sempre stati quelli che avevano il relativo anime trasmesso in TV, o al giorno d’oggi disponibile sulle piattaforme streaming. Questo dà all’editore italiano la garanzia che quello specifico titolo venderà, e tanto.

Attraverso gli anime, i manga godono di pubblicità gratuita e continua rispetto agli altri tipi di fumetto

“Occhi di Gatto” di Tsukasa Hojo, 1981

Una spinta promozionale del genere basta da sola a spazzare via qualsiasi concorrenza.
Ma aggiungiamoci pure gli altri punti di forza dei manga:

  • I manga si rivolgono a un’ampia platea che è cresciuta a “pane e anime” fin dagli anni ’80.
  • Noi italiani siamo inguaribili esterofili, cresciuti col modello occidentale. Nel confronto tra Paesi, il Giappone ci appare molto più esotico della Francia o degli USA.
  • A costo di diventare ripetitivi, i manga sono molto chiari sul tipo di storie e contenuti che propongono. I lettori sono più fiduciosi e propensi ad acquistare.
  • Le storie manga sono facili da iniziare, rispetto alle serie occidentali di lungo corso.
  • Una serie manga è racchiusa in un’unica testata, senza rimandi o crossover con altri titoli come avviene invece negli albi americani.
  • I manga hanno uno stile narrativo basato sul coinvolgimento emotivo del lettore, forgiato dai decenni di competizione serrata tra mangaka.

Negozi e librerie hanno accolto a braccia aperte la maggior richiesta di manga, come un salvagente per respirare economicamente dopo gli anni di pandemia e chiusure. Guadagni che le altre tipologie di fumetti non possono offrire a causa dei motivi che abbiamo visto.

La tempesta perfetta

In realtà anche i manga sono aumentati di prezzo, che pure in passato era stato oggetto di lamentele.
Tuttavia il prezzo di un manga sarà sempre inferiore a quello di fumetti a colori e graphic novel, per sua stessa natura, contribuendo a separare idealmente il fumetto “accessibile” da quello “per pochi eletti”.

Tuttavia credo che nel caos di questa tempesta perfetta stia passando in sordina un dettaglio molto importante.

Fumetti e manga sono prodotti diversi, dedicati a tipi di pubblico diversi.

Questi gruppi si possono sovrapporre. Esistono senz’altro persone amanti sia dei manga sia di supereroi o graphic novel.
Tuttavia ogni tipologia di prodotto, fumetti compresi, va proposta con modalità ad-hoc alla sua tipologia di pubblico. Perciò ritengo azzardato mettere manga e fumetti in competizione tra loro. Sarebbe come dichiarare se sia migliore la frutta o la verdura, quando sono entrambi vegetali ed entrambi necessari al nostro metabolismo.

Semplicemente, i manga in Italia stanno trovando la loro strategia comunicativa, il loro tempo e il loro spazio mentre altre tipologie di fumetto -o meglio i loro editori- ci stanno ancora lavorando.

Crisi economiche a parte, penso che agli editori non-manga aiuterebbe cogliere i punti di forza dei manga e farli propri, aprendosi di più al pubblico e rafforzando la relazione con esso.


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