Fanart e Reference: l’uso trasformativo

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Torniamo a parlare di fanart e reference, partendo da un caso eclatante sul diritto d’autore che ha coinvolto una famosa tatuatrice.

Foto di riferimento per disegni e tatuaggi

Il caso riguarda la star dei tatuaggi Kat Von D., che ha riprodotto sulla spalla di un amico un ritratto di Miles Davis, usando come reference una foto scattata anni prima da Jeffrey B. Sedlik.

Kat non ha chiesto alcun compenso all’amico, ma ha pubblicato le foto del tatuaggio sul suo profilo Instagram, scatenando la reazione legale del fotografo autore della reference.

Fanart e reference: come funziona il diritto d’autore?

Sia le fotografie sia i tatuaggi, in quanto disegni, sono opere d’arte. Poco importa se il supporto che le riproduce è cartaceo, un muro o la pelle di una persona.

Quando riproduci una fotografia, un disegno o un personaggio altrui, di fatto stai realizzando una fanart. Legalmente parliamo di opera derivata, ovvero che senza l’ispirazione data dall’opera iniziale non sarebbe mai esistita.

I diritti dell’autore originale si estendono anche sulla tua fanart. Ad esempio l’uso commerciale, o la decisione di non renderla pubblica.

Quando realizziamo una fanart, il controllo dei diritti d’autore appartiene dell’autore originario.

L’uso trasformativo

Fermo restando che la legge USA sul copyright è diversa dalla nostra, su un gruppo Facebook l’artista Alessandro Canale evidenzia il concetto di uso trasformativo (transformative work).
L’uso trasformativo prevede che il risultato finale presenti elementi fortemente dissimili, rendendo l’opera iniziale una vaga ispirazione e la “fanart” un’opera originale che vive di vita propria.

Mettiamo a confronto due esempi pratici per fugare ogni dubbio:

Reference e copyright: cosa dice la legge sul diritto d’autore

È doveroso fare una precisazione: sia negli Stati Uniti che da noi, in Italia, la legge sul diritto d’autore contiene dei punti molto interpretabili. Questa interpretazione dipende dai giudici. Può quindi succedere che due giudici emettano due sentenze opposte su due casi praticamente identici, a seconda di come ciascuno di loro interpreta certi articoli della legge.

Questa grande incertezza sull’esito delle cause legali per violazione del copyright le rende ancora più rischiose.

Ecco perché come dicono gli inglesi “better safe than sorry”. Ovvero, meglio stare sul sicuro e chiedere il permesso al proprietario della reference, soprattutto se vogliamo realizzarne una riproduzione vera e propria.
Quando questo non è possibile, il minimo che possiamo fare è citare l’autore originario e ricordarci che gli spetta l’ultima parola sulla nostra “fanart”.

Questo articolo ti ha chiarito le idee? Scrivilo nei commenti. :)


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