Autori in carriera: 3 errori da evitare

Saper scrivere o disegnare bene è importante. Eppure i peggiori nemici di un aspirante autore in carriera sono altri, insidiosi e ben nascosti. Scopriamoli insieme e impariamo ad evitarli.

1. Non trovare il giusto equilibrio

Alcuni creativi ostentano arroganza, pretendono che la loro opinione sia sempre giusta e ribattono a ogni singola critica, non importa quanto costruttiva. Spesso si vantano di non aver nulla da migliorare o imparare, tanto sono unici e speciali.
A sentir loro, il mondo dovrebbe osannare la loro arte. Se non lo sta già facendo è solo per via di una tragica ingiustizia cosmica. Allo stesso tempo si lamentano di essere incompresi per via del loro "stile particolare" e "gusti fuori dal comune".

Altri creativi si sentono sempre in difetto, sia nei confronti dei colleghi che del pubblico. Sono sempre insoddisfatti del loro operato, prede dei dubbi, si vedono sui gradini più bassi di una ipotetica "piramide globale di bravura" e ritengono di non riuscire a far progressi.

Entrambi questi atteggiamenti sono deleteri per la carriera artistica, al punto da frenarla o stroncarla del tutto.

E' fondamentale trovare il giusto, sottile equilibrio tra umiltà e intraprendenza, consapevolezza del proprio valore e onestà nel riconoscere i propri limiti ancora da superare.

2. Non avere una strategia concreta

Stiamo parlando di carriera artistica, per cui non c'è un percorso chiaro e uguale per tutti come avviene in altre professioni: gli aspiranti scrittori, disegnatori e artisti in generale, devono pianificarsi da soli il loro percorso a lungo termine.

Non basta prefiggersi di pubblicare la nostra opera e diventare famosi in qualche modo.

Dobbiamo porci degli obiettivi concreti, ad esempio determinati risultati o riconoscimenti, mettendo in campo una dietro l'altra tutte le azioni che servono per ottenerli.

"Scrivere un romanzo e pubblicarlo su Amazon" oppure "Disegnare un fumetto e andare per fiere" sono per lo più sogni a occhi aperti. Una strategia è tale solo se ponderata in anticipo nei dettagli, comprese le possibili alternative e deviazioni.

Invece di muoverti una fase alla volta, a tentativi o "perché altri autori fanno così", incamminati in una direzione studiata e precisa (la strategia, appunto), aggiustando un pochino la rotta di tanto in tanto senza distoglierti dall'obiettivo finale. Sono sicura che i risultati ti lasceranno a bocca aperta!

3. Non imparare dai fallimenti

Quando qualcosa va storto, per autodifesa siamo portati ad assolverci e a dare la colpa all'esterno: la sfortuna, l'incompetenza o la disattenzione altrui, il traffico, ecc... insomma, ci siamo capiti. 🙂

Uno dei tasselli base della mentalità imprenditoriale, la stessa che ha permesso a tante persone di iniziare in un garage e raggiungere vette impensabili, è l'abitudine di prendersi la responsabilità delle proprie azioni: io ho compiuto azioni che mi hanno danneggiato, io non ho prestato la necessaria attenzione ai dettagli, io non ho tenuto conto del traffico, e così via.

Se iniziamo a prenderci la responsabilità di ciò che va storto nella nostra vita, andando a identificare quali nostri comportamenti hanno causato l'esito infausto, impareremo a prevenirli e ad avere più controllo su ciò che ci accade ogni giorno.

Certo, spesso le colpe stanno anche all'esterno, una delle massime che preferisco è "si litiga sempre in due".
Perfino in questi casi possiamo imparare molto, mettendoci nei panni degli altri per capire come disinnescare le reazioni negative da parte loro: ad esempio, l'obiezione di un cliente o le critiche di un familiare che non crede in noi.

4. (Bonus) Non essere costanti

Tra i più giovani, ma non solo, è comune l'abitudine ad interrompere un'attività perché non genera subito i frutti sperati.

Ad esempio un canale YouTube, un account Instagram ma anche un fumetto o un romanzo che non generano frotte di riscontri in tempo zero, sotto forma di like, commenti, fan, recensioni, vendite, ecc.

Questa piaga della gratificazione istantanea è la forma moderna del cosiddetto overnight success (famoso in una notte), un falso mito che imperversava molto prima di Internet e dei social media.

Se tendi ad avere l'impressione che le tue azioni non producano cambiamenti, considera che in media i risultati si iniziano a notare dopo 3-6 mesi di attività continuativa -e sottolineo continuativa- in misura proporzionale a quanto ti stai muovendo bene.

Se dopo un tale periodo i risultati sono scarsi o nulli, probabilmente stai sbagliando qualche elemento chiave ed è ora di ripassare i primi 3 punti di questo articolo:

  1. Hai l'atteggiamento giusto nei confronti di te stesso? E del progetto? E del pubblico?
  2. Hai stilato una strategia per portare avanti passo-passo l'attività verso i risultati che vuoi?
  3. Quali errori hai fatto? Quali critiche hai ignorato? In quali ambiti necessari all'attività sei più carente?

Spero di averti offerto molti spunti di riflessione e autoanalisi.
Se ti va di condividerli con me, sarà un piacere ascoltarti.

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Al prossimo articolo! 🙂

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