Lady Oscar: Moschino dà 3 lezioni ai fumettisti

di Francesca Urbinati

Orrore, quei disegni sono copiati e pure male! Fumettisti e appassionati di manga hanno infiammato il web scagliandosi contro la nuova collezione di Moschino. In realtà, sotto le polemiche c’è una lezione importante da imparare per gli artisti, anche professionisti.

felpa lady oscarIl caso Lady Oscar-Moschino

La casa di moda Moschino ha presentato la collezione Anime Antoniette, chiaramente ispirata al famoso manga Versailles No Bara, noto in Italia come Lady Oscar. Nerd, appassionati, fumettisti e mangaka sono insorti, per la palese scopiazzatura di un titolo molto amato che ha fatto storia e per la fattura dozzinale dei disegni. In breve, ognuno ha dovuto dire la sua, con toni più o meno negativi.

A rincarare la dose è arrivata anche la dichiarazione della Ikeda Riyoko Production, autrice del manga.

“Comprendiamo come la reale esistenza di una figura come quella di Maria Antonietta possa portare a rappresentazioni artistiche simili, eppure il design del vestito, la composizione dell’immagine e la presenza stessa di un personaggio che ricorda Oscar confermano l’idea che si tratti di una voluta imitazione. A prescindere da ciò, noi della Ikeda Riyoko Production riteniamo la citazione al design sin troppo esplicita per essere accolta con positività, sia dai fan dell’opera originale che dalla sua autrice.”

Eppure, mettendo da parte le emozioni di pancia e i pareri personali, siamo di fronte a un caso magistrale preparato ad arte, anche dal punto di vista del copyright. Noi artisti, fumettisti e mangaka possiamo imparare tantissimo, come scoprirai nelle prossime righe.

confronto tra moschino e lady oscar

A sinistra Moschino, a destra Maria Antonietta da Lady Oscar

Dietro la scopiazzatura e i disegni brutti

Gli inglesi hanno un concetto stupendo che è relatable. La traduzione più vicina è riconoscibile, ma non rende il suo significato più ampio. Riguarda il rispecchiarsi completamente in ciò che si vede. Il senso di familiarità crea una connessione immediata e innesca una reazione d’impulso: un like, una condivisione, un acquisto, ecc.

Più una cosa è relatable, più è virale e potente

Come puoi immaginare, nel reparto marketing di Moschino queste cose le sanno bene. Infatti hanno messo nei disegni di Anime Antoinette due ingredienti per renderlo una bomba relatable.

  • Un titolo iconico (Lady Oscar), in uno stile famoso (manga), che gode di lunga notorietà (è degli anni ’70-’80) ma è ancora in auge (la serie è andata in onda fino a poche settimane fa).
  • L’ostentazione di disegni “brutti” quanto le fan art storte di cui è piena la Rete, strizzando l’occhio alle hobbiste del disegno manga e alle loro mamme.

La scelta del pubblico

Da fonti ufficiali, Moschino mira alle donne tra i 18 e i 45 anni di classe sociale medio-alta, che desiderano distinguersi e spiccare tra la folla (proprio come una regina francese).

Ovvero, mamme e figlie cresciute tra manga e Lady Oscar. Forse si dilettano a disegnare, ma il loro meglio non va più in là delle “fan art storte” di Moschino.

Ai loro occhi le immagini di Anime Antoinette sono belle e -cosa più importante- relatable all’ennesima potenza perché somigliano ai loro stessi disegni.

borsa lady oscar moschino

Stile dozzinale “ricercato”: La M copre l’occhio del personaggio.

Per queste persone il “bello artistico” può andare a farsi benedire, insieme ai “puristi” guastafeste e ai “fortunati col dono” che sanno disegnare bene.

Forse l’hai già visto succedere nei gruppi di artisti: hobbisti ed esordienti che difendono a spada tratta anatomie improponibili e, allo stesso tempo, accolgono con freddezza le immagini “troppo belle”, troppo al di fuori della loro portata e per questo meno umane, meno relatable.

Un mix esplosivo

A questo punto, ormai ti sarà chiaro che sparare un’alchimia così relatable su un target di pubblico così preciso è una strategia magistrale per creare la tempesta perfetta.
Ma non è finita qui!

Tanto rumore, tante grazie

All’azienda è bastato mandare in giro qualche comunicato stampa per accendere la miccia. Il resto del lavoro l’ha fatto l’oceano di nerd, appassionati di Lady Oscar, fumettisti e addetti ai lavori.

Perfino la Ikeda Riyoko Production è “caduta nel tranello” e col suo messaggio ha contribuito ad alimentare il tam-tam di post, articoli, condivisioni e commenti indignati.

Nell’era dei social, il “bene o male purché se ne parli” è più che mai attuale. Così Moschino e la sua collezione si sono diffusi sul web come un’onda di marea, senza che la casa madre sborsasse un euro di pubblicità.

Cari disegnatori indignati, Moschino vi ha usati per farsi una enorme pubblicità gratuita!

modella alla sfilata

Immagine dalla sfilata

Voi ne avete parlato male, certo.
Voi non comprerete mai un suo prodotto.
Ma le 18-45enni “bene” che grazie all’onda di sdegno social hanno notato la collezione di Moschino, lo faranno eccome.

Cosa possiamo imparare

  1. Decidi a chi parlare
    Più avrai chiara la “carta d’identità”, i gusti e il carattere della persona-tipo a cui vuoi parlare, più ti sarà facile trovarla e farti ascoltare. Se disegni solo per te stesso, concentrato sul tuo ombelico, o ti rivolgi “a tutti e a nessuno”, è normale che gli altri non ti diano attenzione.
  2. Relatable! Meno tecnica e più cuore
    Sono una fan sfegatata della tecnica, lo sai, ma è cento volte più importante che il nostro disegno o fumetto sia relatable. Fumettisti famosi come Sio, Zerocalcare e Fumettibrutti, che sono oggetto costante di polemica per la loro “fama immeritata”, fanno esattamente questo: mettono la narrazione relatable al primo posto, anche prima dei bei disegni
  3. Non aver paura della polemica, cavalcala
    Non temere di esprimere un argomento o un soggetto forte, oppure di innescare discussioni, dibattiti e condivisioni. Al netto dei troll, è questa l’anima dei social. Sfruttala.

Spero che questo approfondimento ti abbia aiutato a comprendere alcuni fenomeni social legati all’arte e al fumetto. Se provi a metterli in pratica, fammi sapere come va!

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