Il rapporto tra fan art e legalità è molto confuso perfino tra gli artisti professionisti. Sui social si innescano polemiche accese, spesso a ridosso delle fiere del fumetto. A pochi giorni da Lucca Comics and Games 2019, ecco una guida chiara e completa per restare nella legalità.
L’etica professionale prima della legge
Questo è un punto che mi sta molto a cuore. Trovo che non abbia senso ottenere fama e fortuna nel settore artistico calpestando i colleghi o arrampicandosi sui successi altrui (non importa quanto sono famosi o guadagnano adesso quegli autori).
Sono fermamente convinta che, prima ancora della legge, ci sia il rispetto per i colleghi e il loro lavoro, invece di cannibalizzarlo per qualche soldo o like in più.
Le fan art sono illegali?
Risposta: Nì.
Sono illegali nella maggior parte dei casi, dopotutto stiamo pur sempre usando materiale altrui senza permesso.
Ciò significa che di base siamo in torto nei confronti dei proprietari, però ci sono due eccezioni alla legge in cui possiamo utilizzarle.

Balle Spaziali è un ottimo esempio di parodia: è palese che si basa su Star Wars, ma personaggi e storia sono originali in tutto e per tutto.
Diritto di satira o parodia
Fa parte del diritto della libertà di stampa, pertanto rappresenta una zona grigia in cui possiamo muoverci.
Tuttavia non possiamo usare personaggi, nomi o altro materiale protetto da copyright così come sono. Di conseguenza ci ritroveremo a creare qualcosa di praticamente nuovo, con solo qualche rimando al soggetto originale.
Inoltre in tribunale il giudice ha facoltà di decidere caso per caso, quindi il diritto di satira o parodia non ci protegge in modo sicuro e univoco.
La scelta più sicura dal punto di vista legale, rispetto alla parodia, è creare materiale originale.

Fan art di Joria da “I Cavalieri dello Zodiaco” (Kurumada/Shūeisha) realizzata a mano da Daniele Garbugli.
L’opera artigianale
In quest’area ricade ogni opera con le seguenti caratteristiche:
- Che abbia caratteristiche di artigianalità secondo la legge.
- In copia unica o tiratura limitatissima.
- Realizzata su commissione.
C’è un’enorme distinzione legale tra le fan art fatte a mano su commissione e la vendita indiscriminata di stampe e gadget.
Le prime si possono vendere in quanto “opere artigianali fatte a mano in copia unica”.
Al contrario, tutto ciò che può essere prodotto in serie, cioè in numero potenzialmente infinito, è illegale.
Alcuni esempi di uso illegale delle fan art sono:
- Vendere infinite stampe di fan art, anche se l’originale era fatto a mano.
- Vendere artbook che contengano fan art prive dei dovuti permessi.
- Vendere qualsiasi gadget prodotto in numero potenzialmente infinito.
Se stai facendo o avevi in mente di fare una di queste cose, il mio consiglio è di smettere subito.
Per la legge, ma innanzitutto per il rispetto verso i tuoi colleghi disegnatori.
Magari la Marvel Comics non si offende se vendi fan art di Spiderman, ma il tuo vicino di stand che ha fatto enormi sacrifici per diventare disegnatore ufficiale della Marvel ha tutto il diritto di prendersela nei tuoi confronti.
In un settore basato su umiltà e cooperazione, inimicarsi i colleghi non è mai una buona idea. Ora sei avvisato! ;)

L’artbook “KyoAni: Tribute to Kyoto Animation” è una iniziativa benefica e realizzata dietro approvazione dello studio stesso.
Alcuni esempi di uso legale delle fan art:
- Disegni fatti a mano.
- Commissioni fatte a mano.
- Iniziativa benefica ufficiale, come nel caso dell’artbook KyoAni: Tribute to Kyoto Animation.
- Gadget o elaborazioni artigianali con caratteristiche di unicità (non devono poter esistere due copie identiche).
Al di là di queste accortezze per rispettare la legge e i colleghi senza rinunciare alle fan art, se riceviamo un avviso dai proprietari di un marchio è opportuno cessare subito qualsiasi attività.
Spero che questa semplice spiegazione ti abbia chiarito le idee su cosa è lecito o meno fare con le fan art.
Se hai altre domande vieni a trovarmi a Lucca Comics!
In ogni caso ci rivedremo qui su Touched By Art con tante novità. :)

Altri hanno detto...
Per ‘disegni fatti a mano’ si intende anche quelli in digitale?
Ciao Daniele 😊
Tecnicamente sì, la pittura digitale è uno strumento che richiede maestria artigianale come le tecniche tradizionali. Poi dipende in quante copie stampi e distribuisci il disegno: un conto è una tiratura limitata, un altro è venderne online o in serie una quantità infinita.
Spero che questo chiarimento ti abbia aiutato!
Grazie per la risposta! E lo stesso discorso vale per delle Figures realizzate in copia unica? Posso venderle legalmente?
Da quello che so ti direi di sì, dato che una scultura è pur sempre opera d’ingegno o d’arte. Tuttavia un caso così specifico ha bisogno, a mio parere, di una verifica apposita rispetto alle leggi e a come sono state interpretate finora.
Ma al Lucca Comics come al comofun ho visto tante bancarelle che vendevano magliette con stampe dei manga Ed erano tutte uguali. Per farlo come hanno fatto allora? Hanno pagato dei diritti a qualcuno?
Alcuni pagano i diritti, molti altri putroppo no.
Ad ogni modo, se c’è il sospetto di truffe o contraffazioni si possono segnalare agli organizzatori della fiera, andando nei loro uffici al piano di sopra. Oppure direttamente alle autorità (carabinieri o finanza) che tra l’altro a volte sono già presenti all’evento.
Salve,
Ho da poco aperto un e-commerce per vendere prodotti on demand con i miei design. Al momento ho solo pubblicato disegni fatti da me.
Sto cercando di informarmi bene sul copyright anche se non ho ben capito come muovermi.
Vorrei creare fan art da applicare ai prodotti nel mio negozio, ma vorrei dei chiarimenti al riguardo.
Voglio essere sicura di non violare nulla e soprattutto non voglio assolutamente mancare di rispetto ai colleghi disegnatori.
Grazie
Martina
Ciao Martina!
Il tuo intento è ammirevole, e complimenti per la tua iniziativa.
Però meglio evitare le fan art sui prodotti venduti online. Oltre a non essere permesso -solo tollerato- nel caso dei negozi online ci sono aggravanti considerevoli, e multe salatissime!
La strada più sicura è quella di creare il tuo brand originale. Avrai una partenza lenta, ma che ti darà anche il tempo di sperimentare e imparare senza rischiare che una infrazione del copyright ti faccia chiudere tutto domani, buttare le scorte in magazzino e pagare pesanti sanzioni.
Tienimi aggiornata sul tuo progetto, se ti va. :)
Buon tutto!
Ciao ,per quanto riguarda le fan story ? Posso pubblicare una storia inventata , diversa , con all interno un personaggio che esiste già per piacere personale ,senza farci soldi
Ciao Maddalena! :)
Sì, puoi farlo se non c’è scopo di lucro (cioé se non ci guadagni).
Ricorda che anche così, la casa madre ha il diritto di farti smettere, se per qualsiasi motivo lo ritiene opportuno, e ha sempre l’ultima parola.
Del resto, stiamo utilizzando creatività che gli appartiene ed è corretto che abbiano voce in capitolo su cosa possiamo farci e cosa no. :)
Domanda: io realizzo cravatte ispirate a personaggi. Che riprendono solamente i colori degli stessi.
E dico chiaramente che si tratta di lavori “ispirati a”.
In questo caso come mi devo comportare?
Ciao Elisa :)
Penso che troverai molte risposte in quest’altro articolo che tratta proprio una situazione come la tua, ovvero l’uso trasformativo di creazioni sotto copyright.
https://touchedbyart.furbina.it/fanart-reference-e-uso-trasformativo/
Ciao, volevo un’informazione, ma se per esempio creo delle immagini dei personaggi comunque che non esistono con l’intelligenza artificiale, cioè chiedo di crearmi un personaggio prendendo spunto dal mondo Pixar, così come dai Pokémon o da altri cartoni e film, rischio qualcosa?
Perché volevo vendere nel mio e-commerce delle magliette, cuscini, tazze, stickers e altro ancora con queste immagini create appunto dall’intelligenza artificiale, poi le sole modifiche che faccio sono eliminare lo sfondo e pure migliorare le immagini.
Ciao Flavio!
Ottima domanda la tua, ti ringrazio per aver tirato fuori un argomento complesso e delicato.
A mio parere usare immagini AI a scopo commerciale è rischioso su parecchi fronti. Vediamo almeno i principali:
* Le AI generative sono alimentate dal più grande furto di arte e dati della storia. Non esiste un modo etico di usarle e per questo non sono ben viste. Per non parlare dei prompt “nello stile di…” che in pratica clonano l’identità artistica di un’altra persona: un vero e proprio furto di identità!
* La questione del copyright non è ancora risolta, e le genAI stanno perdendo terreno nei tribunali di tutto il mondo. E’ una tecnologia che può da un momento all’altro diventare illegale o venire pesantemente ridimensionata.
* I contenuti generati con AI -dichiarati o no- sono già sinonimo di arroganza e pigrizia. Non penso che sia quello che vuoi trasmettere coi tuoi prodotti. :)
* Le immagini AI sono di pubblico dominio, vale a dire che chiunque oltre te le può sfruttarle come vuole. Addio unicità! Per vantare un copyright esclusivo su una immagine AI dovresti ridisegnarla da zero (no, un filtro sopra non basta).
* Una genAI non ti dà nessuna garanzia che il contenuto generato sia libero da copyright (vedi il “caso Joker”). Anche se generi personaggi nuovi, potesti incappare in un risultato che viola qualche copyright e sarebbero guai.
A mio parere, se proprio vuoi usare le AI, l’unico modo sicuro è farci delle reference per commissionare artisti umani, che potranno darti tutte le garanzie del caso nonché un tocco personale. :)
Anzi, potrebbero nascere ottime collaborazioni win-win!
Spero che queste riflessioni ti siano di aiuto. Fammi sapere! :D
Salve, volevo sapere una cosa che ci sto pensando da un bel pò di tempo, dato che non sono un disegnatore o un’artista, quindi disegno per conto mio senza problemi, ma volevo sapere una cosa, voi sapete la storia dei Traced Artist? sono disegnatori che, prendono dei disegni, in questo caso Modelli “YCH” senza il nome dell’artista all’interno del disegno, iniziando a tratteggiarli e farli con il loro stile senza occorrere alle loro tecniche di disegno (per chi deve ancora imparare o per chi non ha tempo per farli). (Parlo dei disegni digitali che vengono pubblicati su Internet “Deviantart, Twitter, Pinterest e altri siti social per disegni digitali”) e poi, caricando sul i loro profili il disegno tratteggiato, preso da un modello di un’altro senza il nome del creatore che lo ha realizzato, che cosa succede? vengo accusato? oppure no? scusate se questo post e un pò confusionario tra le parole e altro, ma volevo sapere questa cosa. grazie e buona giornata.
Ciao Lorenzo, ottima domanda :)
“YCH” sta letteralmente per “il tuo personaggio qui”, ovvero la stessa dicitura che si usa per i modellli di loghi e altra grafica preimpostata.
Lasciami dire che se abbiamo superato l’età delle medie, ricopiare non ci è più utile. Anzi, rischiamo di portarci dietro gli errori altrui!
Anche coi modelli YCH vale la regola generale del consenso: cosa dice l’autore? Quali condizioni ha posto?
Se vuole essere creditato, citiamolo quando pubblichiamo il disegno. Se offre il modello solo per uso personale, non usiamolo per disegni che andremo a vendere, ecc. :)
Chiedo velocemente. Mi è venuta voglia di autoprodurre un artbook con le mie fanart (e originali), per tiratura limitata cosa si intende? 10, 100 0 1000 copie?
Ciao Victor, eccomi!
Purtroppo non esiste un limite di legge uguale per tutti, decide il titolare dei diritti: per un marchio può essere 1, per un altro 10 e per un altro 10mila.
Diciamo che finché la produzione rimane microscopica rispetto a quella del brand ufficiale, di solito le major sono tolleranti. Però può capitare di finire nei guai anche solo per un singolo pezzo, ad esempio perché abbiamo stampato l’illustrazione di un vecchio mago associandola a nomi sotto copyright come Gandalf o Silente.
Il succo è che senza licenze o accordi pesi in anticipo, esiste sempre un rischio, e alcune major sono più aggressive di altre.
Ciao! io sto realizzando un e-commerce ispirato ad uno specifico settore (Pokémon) e mi chiedevo appunto se, la creazione, l’assemblaggio e la vendita di portachiavi e/o minifigures viola in qualche modo le proprietà intellettuali di questo marchio.
Faccio un esempio, se io realizzassi un portachiavi di Pikachu e decidessi di metterlo in vendita sull’e-commerce, incorrerei in qualche sanzione?
Grazie mille in anticipo per le risposte!
Ciao Filippo!
Di sicuro, un giro d’affari di merchandising monomarca ti mette dritto nel mirino del titolare dei diritti. Per un progetto simile, una forma di licenza è quanto mai d’obbligo, specie se c’è di mezzo un ecommerce (ovvero un punto vendita aperto 24/7).
La domanda da farsi è: venderesti ugualmente il tuo prodotto, nelle stesse quantità e allo stesso prezzo, se non mostrasse il personaggio altrui? Se la risposta è “probabilmente no” significa che è il caso di procurarsi una licenza per la tua attività di merchandising. :)
Ciao Francesca mi chiamo Gabriele….io disegno e dipingo con acrilico su tela di diverse dimensioni fan art in pezzi unici(in quanto dietro ai personaggi che sono dipinti sempre con colori differenti c’è sempre uno sfondo differente o per tecnica o per colori ed effetti) e mi piacerebbe sapere se li posso vendere sia di persona che magari aprendo un e-commerce.Avresti una risposta che mi faccia capire se si può fare senza incorrere in problemi??ovviamente i colleghi in primis.
Ciao Gabriele :)
Grazie per la tua domanda.
Anche nel tuo caso vale quanto espresso nell’articolo, cioè che per le opere artigianali e in copia unica è prassi chiudere un occhio. Tuttavia per il diritto d’autore siamo nel torto, per cui se i detentori dei diritti dovessero avanzare richieste, avrebbero ragione loro.
Per vendere online la legge italiana impone la P.IVA, che va esposta su ogni pagina del sito. Questo vale anche per i marketplace come Etsy e simili. Una volta fungevano da intermediari, ora bisogna avere una P.IVA propria.