Business Plan 1

Vuoi avviare un progetto o un'attività in proprio? Ti serve subito un business plan!

Con questo articolo prende il via la serie dedicata alla redazione del famigerato business plan, strumento indispensabile per chiunque debba affrontare progetti complessi o intenda avviare un’attività in proprio.

Oggi il business plan è avvolto dal mistero almeno quanto lo erano nel Medioevo le creature mitologiche: era risaputo che esistessero, ma nessuno ne sapeva granchè. Nel caso del business plan, tuttavia, non conoscerlo può decretare il fallimento del nostro progetto, quindi il primo passo fondamentale è capire di cosa stiamo parlando.

Cos’è il business plan

All’atto pratico, il business plan è un documento che descrive i propositi del nostro progetto, qualsiasi esso sia. Paradossalmente, tutti noi facciamo quotidianamente dei business plan mentali per organizzare la nostra giornata. Per esempio, iniziamo mettendo in lista gli impegni del giorno, diamo a ciascuno una priorità e decidiamo come e quando svolgerlo in base ai nostri impegni di lavoro, al tragitto che facciamo in macchina, agli orari degli uffici o del supermercato. Se avremo strutturato bene il nostro piccolo business plan mentale, propabilmente riusciremo a portare a termine tutte le attività quotidiane che ci eravamo prefissi.
E’ innegabile che quando si parla di realizzare un progetto grafico ambizioso, o addirittura di avviare una propria attività, il business plan mentale non è più sufficiente e occorre redarre un vero e proprio documento, il più dettagliato possibile, che sarà il nostro “faro nella notte” per i prossimi mesi di lavoro.

Gli scopi del business plan

Ci sono vagonate di motivi per scrivere un business plan, piuttosto che tenerlo nella nostra testa. Eccone alcuni:

  • Valutare il nostro impegno.
    La stragrande maggioranza delle persone che decide di scrivere il business plan del proprio progetto, non arriva a completarlo o lo fa lasciando all’approssimazione alcune parti. Se riusciremo a terminare correttamente il nostro documento, sarà già un segnale che siamo decisi a completare il progetto che ci siamo prefissi e ad affrontare tutti gli ostacoli che ci troveremo davanti. Viceversa, se ci stanchiamo di reperire informazioni per completare il nostro business plan e rimandiamo costantemente il suo completamento, forse non siamo ancora pronti per affrontare il progetto che abbiamo in mente. Meglio scoprirlo quando non abbiamo ancora investito nulla!
  • Valutare le risorse.
    Il progetto che ci siamo proposti è alla nostra portata? Avremo un ritorno economico sufficiente a coprire i costi e anche a guadagnarci qualcosa? Siamo in grado di recuperare le informazioni, i collaboratori e il materiale che ci occorre? Quali soluzioni alternative possiamo utilizzare?
    Tutte queste domande si possono riassumere in una parola: fattibilità. Se il nostro progetto è un’idea campata per aria, analizzando criticamente il business plan saremo in grado di scoprirlo in tempo e, se necessario, correggere la rotta.
  • Trovare fondi.
    Un business plan completo e ben curato è il miglior biglietto da visita per dimostrare la nostra serietà a potenziali soci, finanziatori e collaboratori. E’ quindi fondamentale curare con estrema attenzione la parte economico-finanziaria del business plan, poichè è quella che interessa maggiormente i finanziatori e per noi rappresenta la “prova del nove”, indicandoci se il progetto che abbiamo in mente avrà un ritorno economico (guadagno) o se è troppo rischioso.
  • Mantenere la rotta.
    In genere il business plan è annuale, triennale o quadriennale. Alla sua scadenza viene redatta l’analisi postmortem, cioè a posteriori, che darà la misura degli obiettivi raggiunti, della qualità del risultato, l’analisi dei problemi incontrati e delle attività ancora da svolgere. Di questa analisi parleremo dettagliatamente in un apposito articolo. Per ora, ciò che è importante sapere è che tra il business plan e il postmortem, il business plan ci indicherà in ogni momento gli obiettivi che ci siamo prefissati, le scadenze, insomma la rotta da seguire.
    Senza di esso, è facile che il nostro progetto finisca per deviare dai “binari” che avevamo in mente, col grosso rischio di arenarsi, trasformarsi in qualcosa di totalmente diverso (costringendoci a “navigare a vista”) e, infine, fallire.

Da questo piccolo riassunto è facile capire quanto un buon business plan può fare la differenza tra il successo e il fallimento (o la semplice sopravvivenza) di un progetto. Purtroppo in Italia la preparazione del business plan è ancora ampiamente considerata una perdita di tempo, ma è innegabile che realizzarlo e seguirlo può migliorare drasticamente, e spesso ribaltare in positivo, il risultato di un progetto o la conduzione dell’attività professionale.

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