Riconoscere i clienti problematici

Per sentirti motivato e creare al meglio è importante lavorare per clienti che apprezzano il tuo operato. Eppure anche i clienti più promettenti si trasformano presto in arpie, rendendo il progetto un inferno e togliendoti la voglia di disegnare.
Ti spiegherò come riconoscere all'istante i clienti problematici e tenerli alla larga.

Amici e parenti

Beaumont Family, George Romney

Spesso si tratta dei nostri primi clienti, però non dovremmo lavorare per loro se non abbiamo una carriera già ben avviata. Infatti, poiché ci conoscono di persona da tempo, non ci considereranno dei professionisti finché non verremo regolarmente pagati da clienti estranei.

Nel frattempo, ci chiederanno di regalargli il mondo senza  considerare l'impegno necessario né un compenso in denaro per il nostro "hobby".

Questo crea un circolo vizioso e molto pericoloso: finché i nostri cari riterranno che il nostro lavoro non vale la pena di esser pagato, non riusciremo a farci pagare da perfetti sconosciuti e a dimostrare che il nostro "hobby" è un vero lavoro.

Non c'è budget: incarichi gratis o sotto costo

Defilati subito! Se non ci sono soldi o sono troppo pochi, non vale la pena sobbarcarsi nessun incarico. Davvero. Fosse anche un impegno di un'ora, è un'ora della tua vita che non ti verrà restituita mai più. Non c'è visibilità o premio in grado di controbilanciare un simile spreco.

Invece di regalare il tuo prezioso tempo ad altri che ci lucreranno sopra, puoi impiegarlo in mille modi più fruttuosi per te: un'attività sportiva, stare con gli amici o la famiglia, studiare e sperimentare per migliorarti, proseguire un tuo progetto personale, recuperare sonno arretrato, ecc.

Quando sei tentato di accettare questo genere di proposte, magari per raggranellare due spicci o un po' di effimera visibilità, prima stila una lista di tutte le cose produttive e utili per te che potresti fare altrimenti. Se ce n'è anche una soltanto a cui ti fa male rinunciare, dedica il tuo tempo ad essa senza pensarci due volte. 

Non so, fai tu

Finalmente un cliente che ci dà libertà e possibilità di brillare! Purtroppo, il più delle volte questo nasconde un cliente che non ha le idee chiare su cosa aspettarsi da noi, ci chiederà mille modifiche e non sarà mai soddisfatto del risultato.
Questo tipo di cliente è confuso un po' su tutto, porta avanti le idee in modo incostante e in genere conclude poco. Lo puoi notare facilmente facendolo chiacchierare del suo business o interessi personali.

Stai molto attento a non confondere questi clienti problematici con quelli che, invece, pur lasciandoti libertà creativa sanno darti una visione molto chiara del loro business, di cosa gli serve da te e di come impiegheranno il materiale che gli consegnerai.

Pagherò

Non lo farà, puoi starne certo.

E poi, vuoi davvero rincorrerlo per mesi dopo la consegna, invece di concentrarti serenamente sui prossimi progetti?

Anche se lo prendessi come cliente, non ti rispetterebbe e non sarà contento finché non ti avrà spremuto come un limone, salvo poi sparire e accampare scuse per non pagarti finché non rinuncerai a inseguirlo.

Chi rifiuta di versare l'acconto a un creativo non è un "cliente". E' un approfittatore in cerca di un pollo da sfruttare. E tu non vuoi essere quel pollo.

 

Ho avuto brutte esperienze con altri creativi

Qualche cliente te l'ha mai detto come scusa per cambiare le carte in tavola, con la pretesa di ricevere prove o primi progetti gratis o di non pagarti nulla prima della consegna? Solo che, caro cliente, anche noi abbiamo avuto brutte esperienze.

In un accordo di lavoro per un progetto creativo dev'esserci fiducia reciproca già prima del contratto.

Se il cliente è diffidente, si è già fatto un'idea sbagliata della nostra categoria. Sarà quasi impossibile fargli cambiare idea, perché non si tratta di spiegare come gestiamo i progetti a un cliente ingenuo ma ben disposto.

Stiamo parlando con una persona che vede il marcio in ogni nostra affermazione rassicurante. Perciò, a meno che tu non sia un veterano che sa come trattare con successo questo cliente problematico, il mio consiglio è di non accettare di lavorare per lui.

Dopo qualche tempo potrebbe tornare sui suoi passi e farsi risentire: non cascarci. Non ha cambiato idea, è solo che non ha trovato nessuno a cui affidarsi perché il problema è nella sua testa, non nei creativi che contatta.

Facciamo senza contratto

Almeno il preventivo serve sempre, ragazzi. Magari il cliente non ce lo rimanda firmato e si limita a pagarci l'acconto. Però il pagamento implica che ha preso visione del preventivo e delle condizioni di servizio che gli abbiamo inviato, quindi in futuro non potrà cadere dalle nuvole.

Cerca di usare il più possibile comunicazioni scritte e conservale per un bel po' anche dopo il completamento del progetto.

Se il cliente rifiuta la tua offerta di inviargli scartoffie, puoi classificarlo alla stregua di quello che rifiuta di versarti l'acconto. Quando i due indizi si sommano, metti tra te e il cliente più distanza possibile!

Ho grandi progetti per te

Pinocchio (Andrea Balestri) irretito dal Gatto e la Volpe (Franco Franchi e Ciccio Ingrassia) nello sceneggiato televisivo "Le Avventure di Pinocchio".

Di solito, a questa frase segue uno degli altri indizi: dobbiamo prima fare un lavoro gratuito o di prova, in cambio di grande visibilità o di opportunità che ci cambieranno la vita. Insomma, un ultimo sacrificio ed è fatta!

Non crederci nemmeno per un istante. E' un altro trucco per convincere il pollo di turno a fornire il proprio tempo e competenze sotto costo o addirittura gratis, per poi mollarlo alla prima occasione e passare a qualcun altro da sfruttare.

Potrebbe venirti la tentazione di metterti in competizione strategica con questi clienti, puntando a sfruttarli più di quanto loro sfruttino te e chiudendo comunque in positivo. Questo è molto rischioso nel migliore dei casi, perciò te lo sconsiglio a meno che tu non sia un veterano coi nervi saldi e molti assi nella manica.


Ora sai come riconoscere i clienti problematici e tenerli lontani fin dal primo contatto. Buona selezione!

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Monica Bonvicini
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Monica Bonvicini

Applausi!
(a te per l’articolo ma qualcuno anche per me, che sono finalmente riuscita a loggare!)