Come gestire le modifiche e farsele pagare

Le richieste di modifica sono la croce di ogni artista che lavora su commissione. Che si tratti di privati, aziende o editori. In questo articolo scoprirai come gestire le modifiche e fartele pagare, mantenendo col committente un rapporto positivo.

Fonte: CreativeMarket

Tipi di modifiche

Possiamo suddividere le modifiche in due grandi gruppi: strutturali e non strutturali.

Le modifiche non strutturali sono quelle veloci, che non comportano rifacimenti o la necessità di tornare indietro nel processo di lavoro.
Esempi tipici di modifiche non strutturali sono:

  • sostituire un colore,
  • aggiungere piccoli dettagli,
  • bilanciare la palette calda/fredda con la correzione colore,
  • e così via...

Le modifiche strutturali invece sono invasive e spesso distruttive, costringendoci a tornare agli step precedenti e rifare alcuni passaggi.
Questo tipo di modifica è molto pericoloso e andrebbe evitato il più possibile, poiché comporta un dispendio di tempo, energie e materiali aggiuntivi rispetto a quanto previsto all'inizio.

"Cosa diresti a un cliente che, dopo diversi wip approvati, quando gli mandi il disegno finitt vi dice di ridisegnare il volto del protagonista dell'immagine in un'altra posa che comporterebbe ridisegnare tutto il personaggio? Giuro, non mi è mai capitato e sono furiosa." (Sara)

Le modifiche possono diventare un circolo vizioso. (credits: Sarah Meyoha)

Evitare le modifiche strutturali

I clienti non conoscono i vari passaggi o i punti critici per creare un'immagine, perciò spesso chiedono modifiche strutturali senza rendersi che lo sono e di quanto lavoro comporta per noi.
Un'altra ipotesi è che il cliente non sta dando valore al nostro tempo e ai nostri sforzi: anche tu sei stato battezzato dalla frase "tanto ci metti 5 minuti"?!

Per questo motivo è bene chiarire ogni step di lavoro col cliente. Ad esempio, ricordandogli che se sceglie la bozza A poi la composizione resterà quella, e non potrà ripensarci e passare alla B o alla C. Stessa cosa per le matite. Quando inviamo lo sketch per approvazione, ricordiamogli che se approva la posa del personaggio poi non potrà più modificarla senza uscire dal preventivo.

Uscire dal labirinto delle modifiche è possibile.

Sta a noi, in quanto professionisti e addetti ai lavori, assicurarci che il cliente abbia le idee chiare man mano che procediamo.

Il caso delle "mille modifiche" e come evitarlo

C'è una tipologia di cliente, detto "indeciso", che non sa limitarsi. Ci chiede continue piccole modifiche, prove e variazioni.

In teoria sono modifiche non strutturali di poco conto, che ci occupano in media dai 5 secondi ai 10 minuti, più il tempo per esportare il lavoro e mandarglielo di nuovo.
Il problema è che questo cliente è capace di chiederne parecchie al giorno!

Mettere un freno ai clienti indecisi che chiedono mille modifiche è una delle sfide più difficili per un creativo.

In realtà ci sono due accorgimenti molto semplici che possiamo usare per tenerci alla larga da queste situazioni.

  • Mettere a preventivo un numero massimo di modifiche non strutturali.
  • Specificare che se l'ammontare delle modifiche richieste supera un'ora di lavoro, verrà conteggiata a parte.

Questi due paletti danno al cliente dei confini chiari, anche se non se ne intende per nulla di grafica. Poi, come dicevamo sopra, sta a noi tenerlo aggiornato e al corrente dello stato dei lavoro.

Ho raccolto i dettagli, compreso cosa devi scrivere nel contratto e come quantificare i tempi, in un pratico PDF che puoi scaricare nell'Area Download. Ti ricordo che l'iscrizione è gratuita! 😀

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